sabato 25 gennaio 2020

Lettere dai frammenti dell'anima


Il libro di Nataša Cvijanović è un viaggio alla scoperta di se stessi.
La scrittrice cattura il lettore, prima con la scrittura epistolare, poi con i sentimenti, sempre più ignorati da questa società: comprensione, perdono, accettazione.
Non è soltanto la storia di una donna colpita da una tragedia, ma anche un racconto corale animato da voci autentiche, mai banali.
Non ci sono peccatori o innocenti. Alcuni rimangono incastrati in una vita che non gli appartiene, per accontentare la famiglia, il sistema, gli altri. A volte bisogna fare un passo in avanti, “uccidere la persona che ti volevano far essere, per diventare chi vuoi essere davvero” (citazione dal film “Rocketman”).
Lettere dai frammenti dell’anima” è un romanzo colmo di speranza e, soprattutto, amicizia. Nel libro si vede la mano della scrittrice, il suo ottimismo verso la gioventù, la cultura, gli affetti. I personaggi si danno conforto l’uno con l’altro.
Bruno possedeva più libri che generi alimentari, stoviglie, vestiti e lenzuola. Non passava giorno senza dedicarsi almeno tre ore alla lettura ai suoi amati testi e alle riviste letterarie. Era iscritto a un nutrito numero di società letterarie italiane e inglesi. Per un uomo colto come lui, certe derive culturali, come quella che stava subendo l’Italia negli ultimi decenni, con una crisi economica che portava il piatto della bilancia dell’economia e del materialismo quasi fino a terra, a scapito delle materie umanistiche, dell’amore per il “bello” e la valorizzazione dei Beni Culturali, erano un affronto personale. Il libri nutrivano l’anima.
Nel romanzo la scrittrice parla di personaggi come Natalia Levi Ginzburg e di Helene Magdalene Hofman, instillando nel lettore curiosità e stupore.
Lettere dai frammenti dell’anima” è anche un romanzo epistolare, caratterizzato dalla presenza di vari manoscritti. Cvijanovic pratica veramente la scrittura epistolare e nel libro narra l’origine delle lettere.
Le testimonianze epistolari nel mondo Occidentale provengono dagli scavi archeologici effettuati principalmente in Grecia, Francia e Spagna. Naturalmente non sto parlando di lettere di carta, bensì di sottili lamine di piombo, in genere rinvenute arrotolate…
Questo è uno di quei libri che può cambiare il nostro punto di vista. Un romanzo che fa riflettere. Lascia una sorta di spaesamento. Una volta terminato, hai voglia di scrivere, leggere, conoscere. Saperne di più.
Mi auguro che esistano insegnanti come Helene ed Enrico.
Assolutamente da leggere!
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